domenica 29 marzo 2015

The british traditional beer are alive and well!!

Fine Febbraio 2015.
 Londra.
Alla scoperta dei Pub storici e delle Real Ale in Cask.
 
 
L'associazione per la salvaguardia della birra britannica: CAMRA
Verso la fine degli anni '60 le classiche Real Ale, rifermentate in Cask, stavano rischiando l'estinzione a causa del processo di modernizzazione operato dalle grandi aziende, che immettevano sul mercato birre filtrate, carbonate artificialmente ed immagazzinate in fusti o in serbatoi posti nelle cantine dei pub e riempite direttamente dalle autocisterne del birrificio.
Per combattere questa tendenza, nel 1971 venne istituito il "Compaign for Real Ale" (CAMRA) allo scopo di utilizzare la pressione pubblica e politica per assicurarsi che la Real Ale, un tempo considerata bevanda nazionale, rimanesse disponibile nei pub d'oltremanica.
Il CAMRA si occupa inoltre della pubblicazione di materiale editoriale e dell'organizzazione di Real Ale Festival in tutta la Gran Bretagna, tra i quali spicca il Great British Beer Festival che si tiene ogni anno nel mese di Agosto.
Nonostante la rettitudine morale ed il valore degli associati oggi le Real Ale sono state surclassate per quantità dalle Lager e dalle birre spillate con l'ausilio di anidride carbonica e vengono considerate un prodotto di nicchia, disponibile in pochi pub dell'Inghilterra e con una quota di mercato interno che a malapena arriva al 15%.
Da considerare che, sulla base dei dati del 2012 ,il consumo medio nel Regno Unito è di circa 70 litri procapite all'anno; più del doppio rispetto ai 30 litri circa che abbiamo in Italia ma molto inferiori rispetto ai 110 litri della Germania ed addirittura meno della metà rispetto ai 150 litri circa di consumo annuo pro capite di birra che si registra in Repubblica Ceca, paese leader nel consumo di birra a livello europeo da almeno un ventennio. Sottolineo anche però che, se per Regno Unito, Germania e Repubblica Ceca i dati sono stabili, consolidati e confermati nel tempo, quello italiano è uno dei dati in maggiore crescita a livello continentale.
 
 
 
La Real Ale in Cask
Ma che si intende per Real Ale???
Il CAMRA definisce ufficialmente la Real Ale come "un prodotto naturale brassato utilizzando ingredienti tradizionali e maturato nel Cask (contenitore) dal quale viene servito al pub dopo un processo di fermentazione secondaria".
Fino ad un centinaio di anni fa rappresentava la norma per le birre britanniche: prodotta velocemente e spedita in fretta e furia ai pub a fermentazione ancora in corso, La Real Ale necessita di personale di cantina competente che si assicuri che le birre arrivino nei bicchieri dei clienti in condizioni perfette. Un modo di fare molto all'antica che si è scontrato drammaticamente con la realtà commerciale degli ultimi decenni.
Queste birre, non ancora del tutto pronte, vengono infustate nei cask, tappate e spedite ai pub.

Il Cask presenta due aperture: una sulla parte superiore, nella quale viene inserito il rubinetto, e l'altra a metà del fianco, in corrispondenza del punto più largo, che si troverà poi in cima quando il cask verrà messo in posizione orizzontale per il servizio. In quest'ultima apertura si trova lo "shive", un tappo con un foro nel mezzo.
Quando la birra arriva al pub il responsabile della cantina, dopo averla controllata, provvede ad inserire nello shive un tappo poroso (in legno di bambù), detto "spile", che permette all'anidrite carbonica in eccesso di uscire. Non appena questo processo rallenta e si ritiene che la birra abbia raggiunto le condizioni migliori, lo spile morbido (soft spile) viene rimosso e sostituito da un tappo in legno più duro (hard spile), in modo che la pressione rimanga all'interno del cask.
La birra viene quindi lasciata riposare per qualche giorno, in modo che i lieviti e le altre particelle si depositino sul fondo.
Quando è pronta per essere servita si inserisce il rubinetto nell'apertura con una botta rapida, il keystone, permette al rubinetto di posizionarsi correttamente.
Se l'operazione viene eseguita senza intoppi non dovrebbero verificarsi grandi perdite di liquido, ma se il colpo con il martello non è sufficientemente deciso può succedere che il rubinetto non entri bene nella sede e faccia uscire una fontana di birra.
L'hard spile deve essere temporaneamente rimosso per permettere all'aria di entrare nel cask al posto della birra spillata, ma solitamente viene reinserito durante l'orario di chiusura del pub.
La birra servita in questo modo ha una shef life decisamente ridotta, in quanto la già bassa carbonazione svanisce in fretta e subentrano gli effetti dannosi dell'ossigeno. Una volta che il rubinetto viene montato, il cask deve essere finito nel giro di qualche giorno. I più navigati sono in grado di dire da quanto tempo la birra è stata aperta.Altri possono addirittura arrivare a preferire il sapore più rotondo a causa della leggera ossidazione.
La birra viene conservata, solitamente, in cantina, e considerato che è proibito l'uso di anidride carbonica, per trasportarla al livello del bancone vengono utilizzate le "hand pump" (marchingegni appariscenti formate da un pistone, un cilindo e delle valvole all'esterno). Quando la pompa si abbassa la birra viene risucchiata lungo la linea ed arriva al bicchiere passando per il beccuccio.
 
(fonti: "Degustare le Birre" di Randy Mosher)
 
 
Teoricamente (solo nella teoria però) ben preparato a quanto mi si aspettava, il mio impatto con i pub storici, gli "Antic Pub", di Londra e con le loro Real Ale è stato eccezionale.
Considerato il fatto che NON mi sento un degustatore professionista (non credo di esserci neanche tanto portato naturalmente) e che invito chiunque stia avendo la pazienza di leggere questo post a provare direttamente in prima persona questi prodotti,  non mi metterò ad elencare e descrivere nei minimi particolari tutte le birre che ho avuto modo di assaggiare, preferisco dare una mia descrizione generale delle Real Ale e segnalare dei Pub che, dal mio punto di vista, meritano visita.
Le birre, servite solitamente con una doppia ed energetica pompata del "hand pump", mi sono arrivate tutte a temperatura di cantina (ad occhio, saranno state mediamente sui 14-16 gradi circa; o comunque sia a temperature nettamente più alte di quelle alle quali siamo mediamente abituati a bere......ed a dire il vero....nettamente più alte anche di quelle che c'erano in quei giorni fuori dai pub....).
 
Praticamente prive di sensazioni olfattive
(almeno questo è ciò che io sono riuscito ad  avvertire, eccezion fatta per una Hopfest del birrificio Red Squirrel che, al The Harp, mi è arrivata con qualche  problemino, evidenziato dal suo poco piacevole aroma sulfureo e quasi di uovo marcio); tutte di gradazione media piuttosto bassa (probabilmente al massimo saranno arrivate a 4,5%) danno il loro meglio a livello di sapore (altra netta differenza che ho avvertito rispetto alla birre continentali, molte delle quali hanno un spesso, fortunatamente non sempre, un complesso ed intenso aroma per poi non avere un sapore di pari livello).
La prima pinta è stata una "cosa" strana; all'aspetto bellissimo, le Real Ale si presentano sì limpide, ma al tempo stesso regalano agli occhi una sensazione di saturazione, di densità difficile, oltre che da descrivere, da trovare in altre birre;
 

al naso: il nulla...
ok, allora vado per assaggiare...
la prima cosa che avverto in bocca è la temperatura "alta" e la carbonatazione "bassa", nei primi istanti dopo il primo sorso penso "oddio un minestrone!!!"......poi....., neanche il tempo di terminare questo pensiero, vengo travolto da tutto il suo gusto......pieno, pienissimo.......poi il suo corpo, ancora più pieno e rotondo.
"Ma, ho avvertito bene??"
"Mmmm.......Mi sa che ho bisogno di conferme!"
La prima tira quindi necessariamente alla seconda pinta. La seconda poi alla terza....e così via si entra in un loop dal quale è difficile uscire...
"Tanto (penso dentro di me)....la gradazione è così bassa!!"
Sì, è bassa per le prime 3!! Poi dalla quarta pinta in poi.............
 
Ciò che rende la Real Ale ancora più speciale (oltre a sé stessa, chiaramente).... sono i luoghi dove queste si trovano.
Non è difficile apprezzare queste birre......
E' impossibile NON farlo all'interno di questi pub storici del centro di Londra....
Queste acquistano ancora più significato grazie all'atmosfera magnifica che si respira all'interno di questi locali.
Mi è difficile spiegare quanto questo connubio possa essere così forte, radicato e perfetto..... se dovessi fare paragoni potrei dire che bere Real Ale in Cask al di fuori di questi antichi pub in stile vittoriano sarebbe un pò come ammirare un quadro, una opera d'arte surrealista nel sottore di un museo dedicato al classicismo greco e viceversa.... nascerebbe un problema legato al contesto che obbligatoriamente andrebbe ad interferire anche con la bellezza delle opere.
Entrando in questi pub si ha subito la percezione di come la birra sia veramente la bevanda più socializzante che esista e di come questo posto, il pub, sia per alcuni paesi il vero e principale centro di aggregazione, il posto ideale per la  conversazione e per gli incontri.
 
Tra i vari pub che ho avuto il piacere di visitare: Princess Louise, The Salisbury, Lamb and Flag, The Harp, Ye olde Cheshire Cheese, The Blackfriar, Couting House, The Brewmaster, White Horse, etc etc.....
Allego sotto alcune foto e rapida descrizione di locali. 
 
Princess Louise (West End - Holborn)
Spettacolare Pub vittoriano di fine ottocento; arredamento raffinato, sontuoso bancone centrale a ferro di cavallo. Molto particolari i separé in legno che offrono diversi angoli dove accomodarsi al riparo dalla folla. Elegante. Birre Samuel Smith.
 
 
 
The Salisbury (West End - Covent Garden)
Centralissimo Pub aperto nel 1898, ottima scelta di birre, ottimo cibo
 
  
Couting House (City)
Nel cuore della City, Pub di qualità con grandissimo bancone fornito di una ottima scelta di Ale....
 
 
Ye Olde Mitre (Clerkenwell)
Non proprio semplicissimo da trovare, vanta la fama (o perlomeno si vanta) di essere il pub più antico di Londra (1526).
La sua particolare posizione conferisce al locale un'atmosfera irreale e senza tempo.
Sfortunatamente io non ho avuto modo di poterlo visitare all'interno (né di bere le sue birre) perchè l'ho trovato chiuso.
L'ho inserito lo stesso in questo breve elenco solo per segnalare che il giorno in cui ci sono stato (e ribadisco, era chiuso) era.....sabato!! Eh sì, perchè gran parte dei pub antichi, quelli storici, chiudono il fine settimana!! Sono aperti dal Lunedì al Venerdì.
Nonostante fossi un pò rammaricato, questa è stata per me una bella conferma.
Il fatto che questi locali fossero realmente così tradizionali, mi ha fatto così piacere che, la gioia nel rendermi conto che stavo vivendo una esperienza in un contesto veramente tipico e non costruito, ha finito  per soffocare tutte le negatività iniziali.

 
 
 
Ye olde Cheshire Cheese (City)
Altro pub da viaggio nel tempo....(anch'esso aperto Lun-Ven). Entrare qui equivale davvero ad esser catapultati (nuovamente) in un'altra epoca. Sviluppato in diverse salette, alcune delle quali scendono giù verso le cantine, mi ha colpito sin da subito.... lo stretto vicolo che porta alla sua entrata, la sua fioca luce, il camino acceso in una delle salette vicino all'ingresso......Tutto veramente da atmosfera.
 


 
 
The Blackfriar (City)
Dall'attimo assortimento di Ale, il locale si trova molto vicino alla stazione della metropolitana di Blackfriars.

 
 
 Lamb and Flag (West End - Covent Garden)
Che dire di questo pub??? Sicuramente, tra quelli che ho visitato, è uno tra i miei preferiti.
Se imboccate la strada corretta (Rose St, in realtà una meravigliosa viuzza acciottolata) ci andrete a sbattere!!!
Non lo potrete non trovare!!
Il pub è lì da appena 350 anni circa!
Il locale è raggiungibile anche da una stretta stradina secondaria che, se percorsa, Vi farà pensare di esser finiti nel passato!
All'interno piccolissimo, strettissimo, con un pavimento in legno così liscio e scricchiolante da far pensare che possa trattarsi ancora di quello originale di quasi 4 secoli fa.
Il piccolo bancone protegge 8 o 9 hand pump pronte a soddisfare la vostra sete.
All'esterno....folla.... tanta gente.....dalle 17 circa sino alle 23 di tutti i giorni un brulicare continuo di persone in piedi con pinte di Real Ale in mano.
 



 
 
The Harp
Il mio personalissimo n°1!
Un locale fantastico!!
Sicuramente meno elegante di molti altri pub ma una vera istituzione della zona. Si trova in una zona centralissima, a pochi passi da Trafalgar Square. E' stato più volte nominato National Pub of the Year per il CAMRA.
Non ci sono parole.... una sfilata di hand pump da lasciare a bocca aperta!!!!!
 

 
 
 (fonti: "Londra" Lonely Planet)
 
 
 
 
 
 
 

domenica 22 febbraio 2015

La stramba di Febbraio

In una fredda domenica di Febbraio, "Quei Citti" si sono ritrovati per provare a fare uno stile di birra molto particolare, che ci affascina da tempo. " Il gose"




"Gose" è uno stile birrario molto raro, che ha origine in Germania e più precisamente nella città di Goslar, in Bassa Sassonia, in cui scorre il fiume a cui questo stile deve il suo nome. Questa area geografica era nota per le sue cave di estrazione e uno dei minerali presenti era il sale: esso, disciolto nelle falde freatiche, ha fatto sì che l'acqua usata un tempo per birrificare fosse leggermente salata, e questo ha caratterizzato da sempre le Gose. 

La Gose è una birra ad alta fermentazione composta principalmente da frumento, ma tre punti la differenziano da una Weizen: 


- lievito molto pulito; 


- presenza di spezie (sale e coriandolo) contrariamente al Reinheisgebot; 


- acidità lattica dovuta a lactobacilli. 


L'aroma è molto pulito, con un livello percepibile di speziato dovuto al coriandolo; il livello di esteri e alcoli deve essere molto basso, non percepibile. Il luppolo è praticamente assente in aroma e fornisce un amaro molto basso (10-12 IBU l'ideale); un moderato sapore acido e fresco deve essere alla base di ogni Gose. Il corpo è quasi assente, con una buona attenuazione e una conseguente secchezza. 


La birra ha una OG indicativa di partenza di 1042-1044 e dovrebbe raggiungere una gradazione alcolica di 4,5- 4,6%. I malti utilizzati sono principalmente il Weizen e il Pils, usati in rapporto 60-40. E' possibile una piccola aggiunta di Vienna o Monaco per scurire leggermente il colore; in alcune ricette è presente anche una bassa percentuale di avena. 


Tradizionalmente la fermentazione era spontanea; l'alternativa, al giorno d'oggi, è utilizzare un lievito molto pulito e una coltura di lactobacilli. 


Le bottiglie riempite con questa birra sono molto particolari: pare che un tempo non venissero tappate, poichè il lievito formava un tappo nel lungo collo e questo permetteva la rifermentazione. 


Questo stile ha attualmente il suo cuore nella città di Lipsia: pare che fino alla seconda guerra mondiale fossero moltissimi i bar che servivano Gose, come da tradizione; lo stile è andato perduto con il tempo, per poi essere riscoperto negli ultimi anni. Attualmente a Lipsia si trovano almeno due locali in cui gustare questa prelibatezza: uno è il Bayerischer Bahnhof situato nella vecchia stazione a sud del centro; l'altro è l'Ohne Bedenken, che in tedesco significa "senza dubbio" e che fu la risposta data da un produttore di Gose, Lothar Goldhahn, a un cliente che gli chiese se quella robaccia acida e salata era veramente potabile

(Fonti: beerhunter.com rivista BYO Radical Brewing - Randy Mosher )

Nel corso delle nostre degustazioni abbiamo avuto modo di assaggiare alcune espressioni molto interessanti di questo stile che ci  hanno invogliato a provare a brassare questa birra.

Tra queste su tutte 2 sono le birre italiane che riteniamo delle ottime interpretazioni




La salada del birrificio Lariano                                           Salty angel di Toccalmatto















Ma veniamo a noi:

Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato 60% di malto weizen e 40% di pilsner 

Abbiamo effettuato un protein rest a 52 ° per 10 minuti , una sosta a 65° per 90 minuti e mash out a 78° per 15 minuti

Il mash è stato molto lungo, essendo un grist di malti con pochi enzimi ha richiesto ulteriori 30 minuti per effettuare completamente la saccarificazione


Dopo 60 minuti                                                                                 Dopo 90 minuti

























Come Luppolo abbiamo usato un Hallertauer Perle con un unica gittata in amaro a 60 minuti

10 minuti prima della fine della bollitura abbiamo inserito il coriandolo

Il sale che utilizzeremo, sarà il sale di Cervia ( presidio slow food) e dopo vari consulti non lo utilizzeremo in bollitura perchè il sale può inibire il lavoro del lievito e quindi lo inseriremo solo prima di imbottigliare.



                          

Per il lievito purtroppo mr malt non aveva a disposizione ne il lievito german ale 1007 della wyeast ne i lactobacilli sempre della wyeast. 
Quindi abbiamo optato per inoculare i classici fermenti da yogurt acquistati in farmacia e dopo 1 giorno di fermentazione a 27 gradi inoculare un lievito ale come l'us 05 e farlo lavorare a temperature molto basse (16°) per non far rilasciare esteri fruttati.

Quello che verrà fuori non si sà, ma abbiamo passato una splendida giornata in compagnia di amici e nuovi conoscenti, come Giovanni homebrewers di Anghiari (paesino vicino al nostro) che ci ha fatto sentire delle gran belle birre. Mi ha stupito tra tutte un sidro di mele veramente strepitoso.
Per l'occasione e visto che eravamo in tanti abbiamo stappato la magnum della Scevera, la nostra Kölsch



Un ringraziamento speciale va anche a Carlo Campi per le splendide fotografie, seguitelo nella sua pagina facebook https://it-it.facebook.com/CarloCampiFotografia

A presto per il prossimo racconto



domenica 18 gennaio 2015

Nuova produzione per Quei Citti

Amici birraioli buongiorno... ieri è stata una giornata piena con produzione della nostra pale ale al melograno e imbottigliamento del nostro super esperimento con il frutto della passione..ieri sera eravamo cotti anche noi, oltre che alla birra... Alcune foto di ieri:







 
Buona birra a tutti.....

mercoledì 24 dicembre 2014

Evasioni natalizie!!!

Buongiorno amici.....come sempre,avendo una mattinata a disposizione,non potevamo starcene con le mani in mano....Approfittando della terminata maturazione di una delle nostre ultime creazioni brassicole,ci siamo trovati di buon ora, pulito, etichettato le nostre amate bottiglie di birra.
Stamattina e' stato il turno del nostro "esperimento". si tratta di una Wit Fruit Ipa,con malti pils e di frumento,luppolatura americana con cascade e centennial e..... frutta,precisamente mango...Essendo stata creata proprio come esperimento,il nostro mastro Andrea ha scelto per il nome Confusion Beer, unendo in un termine solo, l'idea di confusione e fusione....di seguito alcune immagini di oggi:













e questo e' il frutto del nostro duro lavoro odierno... il Birrificio di Quei Citti,Andrea,Carlo e Luca, augura a tutti i nostri amici buone feste,un buon natale e giorni sereni e felici...

AUGURI!!!!

martedì 25 novembre 2014

Ultimissime dal Birrificio di Quei Citti

Ola amici homebrewers....e' troppo che non aggiorniamo il blog,quindi........
Nelle nostre ultime produzioni abbiamo voluto azzardare,diciamo,sperimentando  quello che la nostra mente birraiola malata ci suggeriva.....In una calda sera di settembre ci siamo ritrovati per perfezionare le varie ricette programmate,ed ovviamente,e' stata la perfetta occasione per fare qualche discreto assaggio...su tutte la Westvleteren 8,riportata fresca fresca da due nostri cari amici,grazie Popi e Noemi, direttamente dall'abbazia,che ci ha lasciato esterefatti,una belgian dubbel buonissima anzi fantastica,poi Toccalmatto con la Zona Cesarini e la Re Hop,Piccolo Birrificio Clandestino con la Santa Giulia.....tra un sorso e l'altro abbiamo deciso di produrre una Wheat Fruit Ipa,utilizzando il frumento..per i dettagli (dato che non siamo riusciti a fare neanche una foto,lo so,siamo vergognosi!!!!!)riguardanti la luppolatura e alla frutta utilizzata,vi rimandiamo al futuro post che ci sara' al momento dell'etichettatura, assaggio....La nostra ultima produzione invece e' stata la Saison.Per questa ci siamo ispirati alla Zest di Extraomnes,utilizzando golding, citra e lievito saison... Devo dire che durante la produzione tutto e' andato come programmatto,og e fg rispettati,insomma tutto bene....quasi........unico piccolo intoppo,la bombola del gas terminata a 15 minuti dalla fine della bollitura,che ci ha costretti ad un cambio volante assurdo,che a confronto i meccanici della Ferrari quando c'e' il pit stop sembrano delle lumache ;-)))))))) cmq tutto e' andato per il meglio...Alcune immagini della cotta:




Dopo una settimana primo travaso e misurazione di controllo:








Ed ora aspettiamo la fine della fermentazione per portare avanti la nostra saison!!!
Al prossimo articolo ...... e che la birra sia con voi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
                                           
                                                        Quei Citti

venerdì 19 settembre 2014

Villaggio della birra 2014 - Buonconvento



Anche quest'anno siamo partiti alla volta di Bibbiano - Buonconvento, per uno degli eventi più importanti del panorama brassicolo Italiano.
Il villaggio della birra.
Abbiamo deciso di soggiornare per evitare il viaggio da sbronzi e ci siamo goduti 2 splendide giornate in compagnia di un sacco di amici.

La location è stata la stessa dello scorso anno, con la differenza della posizione all'interno del bellissimo stabile di fattoria la piana.



I birrifici erano stati inseriti all'interno di un annesso agricolo molto spazioso, però molto più brutto rispetto la passata edizione, però capisco che i permessi per rimanere nella bellissima struttura delle cantine della fattoria non poteva essere più data per via dell'affluenza enorme e della mancanza totale di uscite di sicurezza del locale.




Devo però confermare aimè la totale disorganizzazione del reparto gastronomia. File interminabili per prelevare il cibo e tavoli scarsi per l'affluenza.

Il sabato è stata una giornata piena fino a chiusura ( siamo stati praticamente buttati fuori dalla security ).
Memorabile anche il pane con pomodoro offerto gentilmente da Komu e company al tavolo dei birrifici dove abbiamo contraccambiato con un birra di nostra produzione molto apprezzata ( gemini).
Ancora più memorabile la "Haka" fatto da un personaggio fantastico alle 3:00 di notte nel delirio totale dato dai fumi dell alcool!!

Ma veniamo alle birre ( tantissime) bevute nel festival:


an de lichte - glazen toren: double wit con un corpo e speziatura incredibile, anche se non sono una amante delle blanche mi è piaciuta un sacco 

Etrusca - Birra del borgo: Una sour ale decisamente molto aspra e citrica, alla lunga i quasi 10 gradi stancano  e alcuni miei amici l'hanno trovata desisamente in calo rispetto l'ultima volta che l'avevano assaggiata

Rubus- Birra del borgo: Sour ale con lamponi, in bocca entra con lampone a manetta, discreta acidità, finale luppolato sorprendente

Duenna - Barley: Barley mi dà l'ennesima dimostrazione di saper fare grandissime birre. Riesce sempre a trovare l'equilibrio perfetto e questa saison è la perfezione in persona

Oude geuze - 3 fonteinen: Fantastico, al naso stalla cuoio in bocca fantastica, che dire...

Conbread Mafia - Toccalmatto : Novità di bruno Carilli x il festival ha rispolverato questo stile antichissimo Kentaky commons. Il lievito la fà da padrone in questa birra portato a temperature estreme per esaltare gli esteri. Utilizzato malto imbevuto di bourbon che gli dona una leggerissimo torbidità

Cuvèe des jacobins rouge- Omer : Questa flanders red ale non mi ha convinto, decisamente troppo acida e stucchevole

Maciste - Toccalmatto: Nuova imperial ipa del birrificio di Fidenza, Sul loro campo ( amaro) per me sono imbattibili. Imperial ipa con i controfiocchi

Fuck Art - The hearthens are coming - To ol: Questa farmhouse ale è nel loro stile, luppolata, fresca limone e frutti rossi e una acidità leggera. Sembra una bitter

Sur Mosaic - to ol: Una delle birre che mi sono piaciute di più al villaggio. Una sour coi contoc***i con il luppolo più buono del mondo!! I love

Grenadier - To ol: Triple fatta con il loro tocco, luppolata da paura e secchissima, frutti tropicali e molto citrica

Black damnation black berry albert - De Struisse: Incredibile in bocca è un'esplosione di caffè, vaniglia cacao prugne e chi più ne ha più ne metta. I 13 gradi non si sentono (dopo si Smile )

Cassis Triple - Nogne : una delle birre più sorprendeti!! Ti aspetti una triple e invece e una sour buonissima con più di 9 gradi. Lamponi e frutti rossi, beverina da morire.... 5 stelle

Triplel wood knot Brown - Nogne : la birra che mi è piaciuta di più in assoluto una imperial brown ale maturata in botte. Veramente strepitosa, frutta secca caramellata,fava di cacao,zucchero di canna,biscotto,caffè,liquere mou.....Il top

Starship revoltion- Olmaia: Nuova birra di Moreno dell'Olmaia, la vecchia starship con nuova luppolatura americana e una bomba di freschezza, al naso è molto agrumata, in bocca è beverina da paura ottima

Queste sono le birre che mi hanno colpito, le altre ( qualcuna veramente pessima) non stò neanche a postarle


Abbiamo partecipato anche al concorso riservato alle produzioni casalinghe con stile belga, ben sapendo che la nostra blonde ale non fosse all'altezza, ma al villaggio non si può non partecipare.

Come pensavamo il risultato è stato deludente ma nelle prossime date siamo sicuri che il miglioramento ci sarà.

Ho conosociuto un sacco di nuovi amici e birrai e fatto assaggiare nostre produzioni, appositamente trasportate con un frigo da campeggio, ad appassionati che hanno apprezzato e dato consigli.





Comunque per me il villaggio resta il festival più bello d'Italia e non vedo l'ora che arrivi il 2015 per ritornarci.

Qui in seguito il video realizzato dalla pagina ufficiale del villaggio della birra con un sacco di bellissime foto realizzate dal nostro amico Andrea.