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domenica 29 marzo 2015

The british traditional beer are alive and well!!

Fine Febbraio 2015.
 Londra.
Alla scoperta dei Pub storici e delle Real Ale in Cask.
 
 
L'associazione per la salvaguardia della birra britannica: CAMRA
Verso la fine degli anni '60 le classiche Real Ale, rifermentate in Cask, stavano rischiando l'estinzione a causa del processo di modernizzazione operato dalle grandi aziende, che immettevano sul mercato birre filtrate, carbonate artificialmente ed immagazzinate in fusti o in serbatoi posti nelle cantine dei pub e riempite direttamente dalle autocisterne del birrificio.
Per combattere questa tendenza, nel 1971 venne istituito il "Compaign for Real Ale" (CAMRA) allo scopo di utilizzare la pressione pubblica e politica per assicurarsi che la Real Ale, un tempo considerata bevanda nazionale, rimanesse disponibile nei pub d'oltremanica.
Il CAMRA si occupa inoltre della pubblicazione di materiale editoriale e dell'organizzazione di Real Ale Festival in tutta la Gran Bretagna, tra i quali spicca il Great British Beer Festival che si tiene ogni anno nel mese di Agosto.
Nonostante la rettitudine morale ed il valore degli associati oggi le Real Ale sono state surclassate per quantità dalle Lager e dalle birre spillate con l'ausilio di anidride carbonica e vengono considerate un prodotto di nicchia, disponibile in pochi pub dell'Inghilterra e con una quota di mercato interno che a malapena arriva al 15%.
Da considerare che, sulla base dei dati del 2012 ,il consumo medio nel Regno Unito è di circa 70 litri procapite all'anno; più del doppio rispetto ai 30 litri circa che abbiamo in Italia ma molto inferiori rispetto ai 110 litri della Germania ed addirittura meno della metà rispetto ai 150 litri circa di consumo annuo pro capite di birra che si registra in Repubblica Ceca, paese leader nel consumo di birra a livello europeo da almeno un ventennio. Sottolineo anche però che, se per Regno Unito, Germania e Repubblica Ceca i dati sono stabili, consolidati e confermati nel tempo, quello italiano è uno dei dati in maggiore crescita a livello continentale.
 
 
 
La Real Ale in Cask
Ma che si intende per Real Ale???
Il CAMRA definisce ufficialmente la Real Ale come "un prodotto naturale brassato utilizzando ingredienti tradizionali e maturato nel Cask (contenitore) dal quale viene servito al pub dopo un processo di fermentazione secondaria".
Fino ad un centinaio di anni fa rappresentava la norma per le birre britanniche: prodotta velocemente e spedita in fretta e furia ai pub a fermentazione ancora in corso, La Real Ale necessita di personale di cantina competente che si assicuri che le birre arrivino nei bicchieri dei clienti in condizioni perfette. Un modo di fare molto all'antica che si è scontrato drammaticamente con la realtà commerciale degli ultimi decenni.
Queste birre, non ancora del tutto pronte, vengono infustate nei cask, tappate e spedite ai pub.

Il Cask presenta due aperture: una sulla parte superiore, nella quale viene inserito il rubinetto, e l'altra a metà del fianco, in corrispondenza del punto più largo, che si troverà poi in cima quando il cask verrà messo in posizione orizzontale per il servizio. In quest'ultima apertura si trova lo "shive", un tappo con un foro nel mezzo.
Quando la birra arriva al pub il responsabile della cantina, dopo averla controllata, provvede ad inserire nello shive un tappo poroso (in legno di bambù), detto "spile", che permette all'anidrite carbonica in eccesso di uscire. Non appena questo processo rallenta e si ritiene che la birra abbia raggiunto le condizioni migliori, lo spile morbido (soft spile) viene rimosso e sostituito da un tappo in legno più duro (hard spile), in modo che la pressione rimanga all'interno del cask.
La birra viene quindi lasciata riposare per qualche giorno, in modo che i lieviti e le altre particelle si depositino sul fondo.
Quando è pronta per essere servita si inserisce il rubinetto nell'apertura con una botta rapida, il keystone, permette al rubinetto di posizionarsi correttamente.
Se l'operazione viene eseguita senza intoppi non dovrebbero verificarsi grandi perdite di liquido, ma se il colpo con il martello non è sufficientemente deciso può succedere che il rubinetto non entri bene nella sede e faccia uscire una fontana di birra.
L'hard spile deve essere temporaneamente rimosso per permettere all'aria di entrare nel cask al posto della birra spillata, ma solitamente viene reinserito durante l'orario di chiusura del pub.
La birra servita in questo modo ha una shef life decisamente ridotta, in quanto la già bassa carbonazione svanisce in fretta e subentrano gli effetti dannosi dell'ossigeno. Una volta che il rubinetto viene montato, il cask deve essere finito nel giro di qualche giorno. I più navigati sono in grado di dire da quanto tempo la birra è stata aperta.Altri possono addirittura arrivare a preferire il sapore più rotondo a causa della leggera ossidazione.
La birra viene conservata, solitamente, in cantina, e considerato che è proibito l'uso di anidride carbonica, per trasportarla al livello del bancone vengono utilizzate le "hand pump" (marchingegni appariscenti formate da un pistone, un cilindo e delle valvole all'esterno). Quando la pompa si abbassa la birra viene risucchiata lungo la linea ed arriva al bicchiere passando per il beccuccio.
 
(fonti: "Degustare le Birre" di Randy Mosher)
 
 
Teoricamente (solo nella teoria però) ben preparato a quanto mi si aspettava, il mio impatto con i pub storici, gli "Antic Pub", di Londra e con le loro Real Ale è stato eccezionale.
Considerato il fatto che NON mi sento un degustatore professionista (non credo di esserci neanche tanto portato naturalmente) e che invito chiunque stia avendo la pazienza di leggere questo post a provare direttamente in prima persona questi prodotti,  non mi metterò ad elencare e descrivere nei minimi particolari tutte le birre che ho avuto modo di assaggiare, preferisco dare una mia descrizione generale delle Real Ale e segnalare dei Pub che, dal mio punto di vista, meritano visita.
Le birre, servite solitamente con una doppia ed energetica pompata del "hand pump", mi sono arrivate tutte a temperatura di cantina (ad occhio, saranno state mediamente sui 14-16 gradi circa; o comunque sia a temperature nettamente più alte di quelle alle quali siamo mediamente abituati a bere......ed a dire il vero....nettamente più alte anche di quelle che c'erano in quei giorni fuori dai pub....).
 
Praticamente prive di sensazioni olfattive
(almeno questo è ciò che io sono riuscito ad  avvertire, eccezion fatta per una Hopfest del birrificio Red Squirrel che, al The Harp, mi è arrivata con qualche  problemino, evidenziato dal suo poco piacevole aroma sulfureo e quasi di uovo marcio); tutte di gradazione media piuttosto bassa (probabilmente al massimo saranno arrivate a 4,5%) danno il loro meglio a livello di sapore (altra netta differenza che ho avvertito rispetto alla birre continentali, molte delle quali hanno un spesso, fortunatamente non sempre, un complesso ed intenso aroma per poi non avere un sapore di pari livello).
La prima pinta è stata una "cosa" strana; all'aspetto bellissimo, le Real Ale si presentano sì limpide, ma al tempo stesso regalano agli occhi una sensazione di saturazione, di densità difficile, oltre che da descrivere, da trovare in altre birre;
 

al naso: il nulla...
ok, allora vado per assaggiare...
la prima cosa che avverto in bocca è la temperatura "alta" e la carbonatazione "bassa", nei primi istanti dopo il primo sorso penso "oddio un minestrone!!!"......poi....., neanche il tempo di terminare questo pensiero, vengo travolto da tutto il suo gusto......pieno, pienissimo.......poi il suo corpo, ancora più pieno e rotondo.
"Ma, ho avvertito bene??"
"Mmmm.......Mi sa che ho bisogno di conferme!"
La prima tira quindi necessariamente alla seconda pinta. La seconda poi alla terza....e così via si entra in un loop dal quale è difficile uscire...
"Tanto (penso dentro di me)....la gradazione è così bassa!!"
Sì, è bassa per le prime 3!! Poi dalla quarta pinta in poi.............
 
Ciò che rende la Real Ale ancora più speciale (oltre a sé stessa, chiaramente).... sono i luoghi dove queste si trovano.
Non è difficile apprezzare queste birre......
E' impossibile NON farlo all'interno di questi pub storici del centro di Londra....
Queste acquistano ancora più significato grazie all'atmosfera magnifica che si respira all'interno di questi locali.
Mi è difficile spiegare quanto questo connubio possa essere così forte, radicato e perfetto..... se dovessi fare paragoni potrei dire che bere Real Ale in Cask al di fuori di questi antichi pub in stile vittoriano sarebbe un pò come ammirare un quadro, una opera d'arte surrealista nel sottore di un museo dedicato al classicismo greco e viceversa.... nascerebbe un problema legato al contesto che obbligatoriamente andrebbe ad interferire anche con la bellezza delle opere.
Entrando in questi pub si ha subito la percezione di come la birra sia veramente la bevanda più socializzante che esista e di come questo posto, il pub, sia per alcuni paesi il vero e principale centro di aggregazione, il posto ideale per la  conversazione e per gli incontri.
 
Tra i vari pub che ho avuto il piacere di visitare: Princess Louise, The Salisbury, Lamb and Flag, The Harp, Ye olde Cheshire Cheese, The Blackfriar, Couting House, The Brewmaster, White Horse, etc etc.....
Allego sotto alcune foto e rapida descrizione di locali. 
 
Princess Louise (West End - Holborn)
Spettacolare Pub vittoriano di fine ottocento; arredamento raffinato, sontuoso bancone centrale a ferro di cavallo. Molto particolari i separé in legno che offrono diversi angoli dove accomodarsi al riparo dalla folla. Elegante. Birre Samuel Smith.
 
 
 
The Salisbury (West End - Covent Garden)
Centralissimo Pub aperto nel 1898, ottima scelta di birre, ottimo cibo
 
  
Couting House (City)
Nel cuore della City, Pub di qualità con grandissimo bancone fornito di una ottima scelta di Ale....
 
 
Ye Olde Mitre (Clerkenwell)
Non proprio semplicissimo da trovare, vanta la fama (o perlomeno si vanta) di essere il pub più antico di Londra (1526).
La sua particolare posizione conferisce al locale un'atmosfera irreale e senza tempo.
Sfortunatamente io non ho avuto modo di poterlo visitare all'interno (né di bere le sue birre) perchè l'ho trovato chiuso.
L'ho inserito lo stesso in questo breve elenco solo per segnalare che il giorno in cui ci sono stato (e ribadisco, era chiuso) era.....sabato!! Eh sì, perchè gran parte dei pub antichi, quelli storici, chiudono il fine settimana!! Sono aperti dal Lunedì al Venerdì.
Nonostante fossi un pò rammaricato, questa è stata per me una bella conferma.
Il fatto che questi locali fossero realmente così tradizionali, mi ha fatto così piacere che, la gioia nel rendermi conto che stavo vivendo una esperienza in un contesto veramente tipico e non costruito, ha finito  per soffocare tutte le negatività iniziali.

 
 
 
Ye olde Cheshire Cheese (City)
Altro pub da viaggio nel tempo....(anch'esso aperto Lun-Ven). Entrare qui equivale davvero ad esser catapultati (nuovamente) in un'altra epoca. Sviluppato in diverse salette, alcune delle quali scendono giù verso le cantine, mi ha colpito sin da subito.... lo stretto vicolo che porta alla sua entrata, la sua fioca luce, il camino acceso in una delle salette vicino all'ingresso......Tutto veramente da atmosfera.
 


 
 
The Blackfriar (City)
Dall'attimo assortimento di Ale, il locale si trova molto vicino alla stazione della metropolitana di Blackfriars.

 
 
 Lamb and Flag (West End - Covent Garden)
Che dire di questo pub??? Sicuramente, tra quelli che ho visitato, è uno tra i miei preferiti.
Se imboccate la strada corretta (Rose St, in realtà una meravigliosa viuzza acciottolata) ci andrete a sbattere!!!
Non lo potrete non trovare!!
Il pub è lì da appena 350 anni circa!
Il locale è raggiungibile anche da una stretta stradina secondaria che, se percorsa, Vi farà pensare di esser finiti nel passato!
All'interno piccolissimo, strettissimo, con un pavimento in legno così liscio e scricchiolante da far pensare che possa trattarsi ancora di quello originale di quasi 4 secoli fa.
Il piccolo bancone protegge 8 o 9 hand pump pronte a soddisfare la vostra sete.
All'esterno....folla.... tanta gente.....dalle 17 circa sino alle 23 di tutti i giorni un brulicare continuo di persone in piedi con pinte di Real Ale in mano.
 



 
 
The Harp
Il mio personalissimo n°1!
Un locale fantastico!!
Sicuramente meno elegante di molti altri pub ma una vera istituzione della zona. Si trova in una zona centralissima, a pochi passi da Trafalgar Square. E' stato più volte nominato National Pub of the Year per il CAMRA.
Non ci sono parole.... una sfilata di hand pump da lasciare a bocca aperta!!!!!
 

 
 
 (fonti: "Londra" Lonely Planet)
 
 
 
 
 
 
 

lunedì 16 dicembre 2013

Brew IT: la birra artigianale in Italia




Oggi vorrei condividere con tutti voi un documentario bellissimo che racconta la storia della birra artigianale italiana, dai pionieri che hanno iniziato nel 1994 fino ai giorni nostri.
BUONA VISIONE
 

mercoledì 9 ottobre 2013

IL LUPPOLO

Oggi dopo un pò di giorni di assenza dal blog, volgiamo parlare di uno degli ingredienti principali della birra.



Il luppolo  (Humulus lupulus) , è una pianta a fiore e come la canapa appartiene alla stessa famiglia delle cannabis, però non ha il thc quindi NON FUMATELA :)

Questa pianta nesce in fusti rampicanti che possono raggiungere i 7 metri d'altezza e il frutto si riconosce dalla caratteristica ed inconfondibile forma a cono.

Le infiorescenze femminili sono ricche di ghiandole resinose secernenti una sostanza giallastra e dal sapore amaro, composta da α-acidi (luppolina, umulone e lupulone), e da polifenoli (es. flobafeni,xantumolo) e numerosi oli essenziali, che vengono utilizzati per aromatizzare e conferire alla birra il suo gusto caratteristico.

Il luppolo come ingrediente della birra fu menzionato per la prima volta solo nel 822 da un abate carolingio e di nuovo nel 1067 dalla badessa Ildegarda di Bingen. Fu proprio merito dei monasteri durante il Medioevo il salto di qualità nella produzione della bevanda.
In epoca coloniale gli inglesi scoprirono che l'abbondanza di luppolo nella birra garantiva l'integrità del prodotto ai lunghi viaggi che portavano i barili i I.P.A. (indian pale ale) in india.
Infatti il luppolo ha caratteristiche antisettiche e antibatteriche e previene la birra dalle infezioni.

I luppoli vengono classificati in categorie:
  • luppoli amari: si tratta dei luppoli che apportano più acidi amari che aromatizzanti. I rappresentanti più conosciuti di questa categoria sono il brewer's gold ed il northern brewer (o nordbrauer)
  • luppoli aromatici: già dal nome si capisce che si tratta dei luppoli che apportano più elementi aromatici che amari. In questa categoria si conoscono specialmente il saaz che caratterizza lo stile pilsner, lospalt ed il tettnang nell'area tedesca, ed i golding e fuggler nell'area anglofona
  • luppoli misti: apportano entrambe le caratteristiche insieme benché meno accentuate. Questa categoria è molto variabile e non ben definita. Tra questi vanno citati l'hallertau e i suoi derivati botanici e l'hersbrucker con i suoi derivati.

E nell'uso brassicolo vengono classificati in base agli alfa acidi: :
  • LUPPOLI DA AMARO: contengono un AA% da 6% in poi, superando anche il 10%. I luppoli da amaro si inseriscono ad inizio bollitura.
  • LUPPOLI DA AROMA: contengono un AA% inferiore al 5%, e vengono usati verso la fine della bollitura, in modo da conferire soltanto aroma alla birra.
  • LUPPOLI SIA DA AMARO CHE DA AROMA: sono luppoli che hanno una buona % Alfa Acidi, tra 6%-8%, ma che hanno anche un aroma intenso, quindi oltre all’amaro sono in grado di conferire alla birre anche un aroma.



VARIETA’ PIU’ DIFFUSE DI LUPPOLO
• Amarillo: (A.A. 7-9 %) provenienza U.S.A. Floreale ed agrumato, ideale per American Ales e IPA.
 
• Bramling Cross: (A.A. 5-7 %) provenienza Inghilterra. Fu sviluppato come sostituto per il Golding. E' da considerarsi un luppolo da aroma.
 
• Cascade: (A.A. 5-7 %) provenienza U.S.A. Con forte gusto ed un aroma tutto suo, talvolta descritto come speziato o di limone o floreale. Per aroma ma, dato l'elevato alfa acido, anche per amaro.
 
• Celeia: (A.A. 3 - 5%) provenienza Slovenia. Molto simile allo Styrian Golding, adatto ad una grande varietà di ales. Amaro, aroma e dry-hopping.
 
• Centennial: (A.A. 7,5-11,5 %) provenienza U.S.A..Simile al Cascade dal punto di vista aromatico, ma con piu' AA Floreale ed agrumato, adatto per ogni Ale Americana , dalle Pale Ale alle IPA
 
• Challenger: (A.A. 5-7 %) provenienza Inghilterra. Sviluppato originariamente da un Northern Brewer per sostituire il Goldings. Ora usato in molte bitter inglesi per l’aroma speziato e fruttato. Per aroma e amaro.
 
• Chinook: (A.A. 11-14 %) provenienza U.S.A. Utilizzato principalmente da amaro, adatto per IPA, American Barley Whines.
 
• Columbus: (A.A: 13-15 %) provenienza U.S.A. Agrumato, ad alto AA ma dall'ottimo profilo aromatico. Eccellente per Dry Hopping
 
East Kent Golding: (A.A. 4-6 %) provenienza Inghilterra. Altro tradizionale luppolo da aroma e dry-hopping per "Ales" in stile inglese. Aroma molto piacevole speziato e floreale. Usato nella ale della "BASS".
 
• Fuggle: (A.A. 4-6 %) provenienza Inghilterra. Tradizionale luppolo da aroma e dry-hopping per "ales" in stile inglese. Morbido, piacevole, erbaceo e floreale.
 
• Hallertauer Hersbrucker: (A.A. 3-5 %) originario dell'omonima regione della Bavaria. E' un classico per l'aromatizzazione di Lager tedesche.Aroma molto buono, piacevole, floreale, delicato.
 
• Hallertauer Magnum: (A.A. 16-18 %) provenienza Germania . Ottimo come luppolo da amaro per molte birre tedesche.
 
• Hallertauer Perle: (A.A: 6-8 %) provenienza Germania nasce in Germania come sostituto dell' Hallertauer Mittelfreut. E' usato per l'aromatizzazione delle Lager tedesche e americane, può essere usato anche per l'amaro. Aroma molto piacevole, leggermente speziato.
 
• Hallertauer Saphir: (A.A. 3-5 %) provenienza Germania .nasce in Germania ed è un ottimo sostituto del Saaz. E' adatto all'aromatizzazione delle Lager Pilsner europee. Ha un aroma delicato, floreale e leggermente agrumato
 
• Hallertauer Tradition: (A.A. 4-6 %) provenienza Germania .E' un classico per l'aromatizzazione di Lager tedesche. Aroma molto buono, piacevole, floreale, delicato.
 
• Nelson Sauvin (A.A. 10- 12%) provenienza Nuova Zelanda. Ottimo sia da aroma che da amaro, Ottenuto modificando alcune piante di "Smoothcone" (derivazione neozelandese del Fuggle) Il nome ha due rimandi, uno geografico e uno vitivinicolo: Nelson, dal nome della zona centrale della Nuova Zelanda, dalla quale questa varietà di luppolo proviene; Sauvin in onore delle sue caratteristiche aromatiche e degustative, che richiamano le note fresche e fruttate dell’uva spina, descrittore, questo, usato spesso anche per le uve Sauvignon (il celebre vitigno della zona di Bordeaux). E’ un luppolo "vinoso", o meglio, un luppolo che conferisce alla birra le note fresche e fruttate di un buon vino bianco, unite ad altre ricchissime note balsamiche, che richiamano alla mente i Tropici con la ricchezza e la tipicità dei loro frutti.
 
• Northdown: (A.A. 7-9 %) dall'Irlanda. Altro luppolo da amaro e aroma sviluppato dal Northern Brewer. Utilizzato nella Guinness. Buon aroma, che si fonde bene con altri tipi di luppolo inglese.
 
• Northern Brewer: (A.A. 7-9 %) originario della Gran Bretagna ma largamente coltivato in Germania. Ideale per amaricatura di Lager in stile tedesco. Amaro pulito e secco, aroma fine e fragrante.
 
• Pilgrim: (A.A. 9 - 10%) provenienza G.B. . Luppolo da amaro ottimo sostituto del Target. Buon aroma, che si fonde bene con altri tipi di luppolo inglese. • Saaz: (A.A. 3-5 %) provenienza Repubblica Ceca. Tradizionale luppolo da aroma per Lager Boeme. Aroma delicato, floreale e speziato.
 
• Simcoe: (A.A. 10-14 %) provenienza U.S.A.Recente varieta', agrumato e resinoso (pino). Luppolo da Amaro ma dall'ottimo profilo Aromatico
 
• Spalt Select: (A.A. 3-6 %) proveniente dall'omonima regione della Bavaria. Utilizzato nelle Dusseldorf Altbiers. Aroma delicato, floreale e leggermente speziato.
 
• Styrian goldings: (A.A: 4-6 %) Fuggles coltivato in Slovenia. Simile al Fuggles è adatto ad una grande varietà di ales. Amaro, aroma e dry-hopping.
 
• Target: (A.A. 7-10 %) provenienza U.K.. Il luppolo più coltivato nel regno unito (40 % dell’intera produzione). Da utilizzare essenzialmente per amaro visto il suo alto contenuto di A.A. e per le sue scarse qualità aromatiche.
 
• Tettnanger: (A.A. 3-5 %) un altro ottimo luppolo da aroma proveniente dalla Bavaria. Aroma nobile, delicato, floreale.
 
• Willamette: (A.A. 4-6 %) provenienza U.S.A.Qualità di luppolo da aroma con un soffice, delicato sapore. Può essere usato per ales e lagers. Ottimo del Dry Hopping  
 



venerdì 20 settembre 2013

Aumento dell'accisa sulla birra

Erano anni che i vari governi italiani paventavano un aumento delle accise, tornando ogni volta sui propri passi. Ma con un fare prettamente italico, tutti i vari spauracchi erano funzionali a preparare il terreno per la decisione ultima, alla quale ormai ci eravamo rassegnati. Quindi prepariamoci tutti, perché a breve la birra costerà di più. Costerà di più produrla e, soprattutto, berla. Con buona pace di chi aveva esultato per gli ultimi dati del settore, che mostravano uno stato di salute incoraggiante.
Come riportato dal Sole 24 Ore, il rincaro si realizzerà secondo 3 incrementi successivi: il primo fissato già per il 10 ottobre 2013, il secondo al 1° gennaio 2014 e il terzo esattamente un anno dopo, il 1° gennaio 2015. In numeri significa ad esempio che a inizio del prossimo anno l’accisa sarà passata da 2,33 a 2,70 euro per ettolitro per grado plato, che, tenendo conto dell’iva (in aumento di un punto percentuale), significherà un +33% sul valore di questa imposta. Considerate che già nel 2006 ci fu un aumento pari a quasi il 24%. Se non erro, non si tratta di programmi confermati al 100%, ma per il momento l’incremento del 10 ottobre è sicuro.
Al di là del fisiologico prurito per una decisione del genere, il modo in cui essa è stata pianificata solleva più di una perplessità – per usare un eufemismo. La prima è di carattere culturale, in quanto l’incremento servirà a finanziare, con il recupero di 448 milioni di euro, il decreto scuola. Come a dire: per garantire ai vostri figli l’istruzione che merita andiamo a colpire gli ubriaconi. Un colpo basso che permetterà al governo di non ricevere particolari critiche, se non quelle provenienti dal settore.
La seconda perplessità riguarda ancora una volta lo stato preferenziale di cui può godere il vino, la cui accisa resta fissata a 0 euro. Come sempre in Italia si teme di colpire i forti, mentre si chiedono sacrifici solo ai deboli. È un problema che non riguarda solo le bevande alcoliche, ma non per questo può essere tollerato. Questo discorso dell’accisa azzerata per i produttori di vino sta cominciando a diventare un argomento molto irritante.
Terzo punto, neanche a dirlo, l’aumento delle accise colpirà soprattutto i birrifici artigianali. Questo è un punto fondamentale, che ancora non è stato sottolineato con la giusta forza. Nel marasma di deboli prese di posizione nei confronti dell’intervento del governo, nessuno si è preso la briga di spiegare che la disciplina attuale delle accise tende a svantaggiare soprattutto i piccoli produttori. A differenza di altri paesi, dove evidentemente c’è più competenza nei punti chiave della cosa pubblica, in Italia non esiste infatti una differenza sulla gestione delle accise in base agli ettolitri annui prodotti. Sia che tu sia una multinazionale del settore o un artigiano che brassa 1.000 ettolitri l’anno, dovrai sottostare alle stesse regole. Con un riverbero pesantissimo sulla salute economica dei piccoli birrifici.
Chiaramente le ripercussioni sul settore – e in particolare sul segmento artigianale – possono essere davvero pesanti. Per darvi un’idea, Assobirra denuncia un carico fiscale pari al 47%, in un’escalation di rincari che tra il 2004 e oggi ha toccato +114%.
(articolo preso da  cronache di birra)

Firma anche tu la petizione!

martedì 6 agosto 2013

CHI BEVE BIRRA CAMPA CENT’ANNI!!!



Il passaggio delle nostre produzioni dal metodo Kit ed E+G alle ALL GRAIN (nostra croce e delizia) è coinciso anche con il termine dell’utilizzo del, a parer mio, poco simpatico tappo a fungo di plastica con tanto di gabbietta metallica e capsula termoretraibile a un più consueto e simpatico (per il mondo della birra) tappo a corona.
Da qui abbiamo deciso di iniziare ad utilizzare anche un sigillo di garanzia.
Che cosa è ‘sto sigillo?
Una semplicissima etichetta adesiva da apporre sulla testa del tappo a corona e da incollare bene alle pareti del collo della bottiglia.
Qual è il suo scopo?
Unicamente di garantire che la bottiglia NON sia mai stata aperta.
La nostra decisione è sicuramente più dovuta ad un fattore estetico e di personalizzazione della bottiglia stessa che ad un fattore di sicurezza e garanzia (visto e considerato che le poche bottiglie che facciamo ce le beviamo noi, non sono in vendita, e che una volta aperte, siano anche da 2 litri o più, difficilmente non rimangono vuote!!)
Ma cosa stampare sul sigillo????
Scartata l’idea di un’immagine, considerando la forma dell’etichetta, decidiamo di virare in un testo, una frase…..o meglio un MOTTO, UNO SLOGAN; cioè qualcosa di rapido, facilmente memorizzabile, che riconducesse senza dubbio alcuno al mondo degli Homebrewers e della birra.
“Rimbecilliti” come siamo quotidianamente da spot pubblicitari (in tv, alla radio, in internet, nelle app, per strada), penso io, non sarà difficile trovarne uno!
E invece, vuoi forse anche per una nostra poco fertile fantasia, vi posso assicurare che motti e slogan sono molto, molto, molto più facili da memorizzare che da creare!
Per gioco sfido chiunque stia leggendo a capire di quale marca si stia parlando, sarà semplice riuscire a completare almeno 7 o 8 dei 10 seguenti slogan:
…., just do it.
Toglietemi tutto, ma non il mio ….
Caffè ……., più lo mandi giù e più ti tira su
Che mondo sarebbe senza …….?
….. ………., sapore vero.
Altissima, purissima ………
… …., così tenero che si taglia con un grissino
……. il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è
………, la cucina più amata dagli italiani
Banca …….., costruita attorno a te
E con questo elenco si potrebbe continuare all’infinito!
Non avendo la minima idea su come poter generare una frase così d’effetto tanto da impatto da poter rimanere impressa nella mente (ed associata alla nostra birra) decidiamo di “prendere in prestito” –eufemismo- qualcosa di già esistente.
La mancanza di eleganza e di stile che potrebbe contraddistinguere il “copiare” è a mio avviso e nel nostro caso completamente annientata dalla ricchezza di storia e dalla bellezza di significato che la frase scelta porta in sé.
Come d’incanto, infatti, emerge un certo nostro romanticismo (che nascondiamo molto bene sotto una scorza ben spessa):
CHI BEVE BIRRA CAMPA CENT’ANNI!
 Sia chiaro, la birra non vuole fare concorrenza alle industrie farmaceutiche né tantomeno può essere considerata come un elisir di lunga vita; la frase, nata Italia negli anni 20, aveva infatti il solo ma importantissimo scopo di pubblicizzare il prodotto nel nostro paese.
Abbiamo notizie della frase in questione dal 1929. Fu la prima campagna (pubblicitaria) collettiva. Non era ancora l'epoca dei testimonial celebri e la "reclame" (allora, si chiamava così) mirava ad accrescere il consumo di birra attraverso la presentazione delle sue qualità benefiche.
Degli slogan recitavano testualmente:
 "Bevetela durante i pasti. Facilmente digeribile, contenente sostanze toniche e nutrienti.”
“La birra è indicata durante i pasti, anche per le donne, vecchi e bambini”
“Assicura sonni tranquilli e umore lieto".
(chi è che discorda su “sonni tranquilli e umore lieto”?)


Ma, probabilmente, la mitica “Chi beve birra campa cent’anni!”, ha origini ancora ben più lontane.

Si pensa infatti che questo modo di dire sia stato coniato in Inghilterra, per la precisione a Londra, durante il periodo della Grande Puzza (Great Stink).
Un tuffo nella storia….E’ l’estate del 1858, periodo durante il quale il centro della capitale britannica fu colpito da un intenso odore di acque reflue non trattate di origine umana.
Sino a tutto il diciannovesimo secolo, infatti, a Londra erano presenti solo 15 miglia di fogne. In pratica, i gabinetti si trovavano solo nelle ville più importanti!!
La gente non poteva quindi fare a meno di “utilizzare” il Tamigi.
La situazione, mano a mano che la popolazione aumentava sempre di più, si trasformò da difficile a quasi impossibile. Nell’anno della “Grande Puzza” (1858) si dice che le persone si dovevano coprire il naso con un fazzoletto ogni volta che uscivano di casa per non sentirsi male. Anche il lavoro dello stesso parlamento inglese per un periodo nell’estate dello stesso anno si dovette arrestare a causa di questa puzza!


Ancor peggio, la pessima situazione igienica fu causa di epidemie… una su tutte quella del colera (all’epoca le cause del colera non erano note e si pensava che esso si trasmettesse via aerea). Chiunque, non essendo a conoscenza dei pericoli, utilizzasse o bevesse l’acqua infetta del Tamigi era a serio rischio.
Ma cosa c’entra la birra in tutto ciò?
Più passa il tempo, più i morti aumentano e più ci si rende conto che, appunto, ci beve birra (e non acqua!!) fosse in qualche modo immune alla malattia -da qui potrebbe risalire il celebre motto-.
Questa “magia” era dovuta al fatto che per la brasatura della birra l’acqua era bollita prima di essere consumata sotto le sembianze del celebre infuso. L’idea che la birra potesse regalare una vita più lunga e/o guarire dalle malattie contagiò tutti, tanto da far diventare questa bevanda la più consumata all’interno degli ospedali dell’epoca (oltre che, a volte, utilizzata addirittura come moneta di scambio).

Nonostante l’importanza ed il ruolo attivo che ha avuto la beneamata birra nella vicenda, le vicissitudini della Londra dell’età vittoriana terminarono solo a fronte di una radicale trasformazione della città; il Tamigi venne “purificato” e cominciò la costruzione di un nuovo sistema fognario di 1300 miglia complessive. 
Ecco le nostre prime birre con il sigillo della storica frase!